Si apre con Slinky il disco
d'esordio dei Temporali, ed è già chiaro il terreno su cui si muove Violenza e
sentimento: una notte al mare che si trasforma in un trauma, il peso delle
azioni degli altri, ma anche il silenzio e l'incapacità di intervenire davanti
alla sofferenza. Una canzone sulla violenza, sull'indifferenza, sulla perdita
dell'innocenza, che apre la strada al resto del disco e anticipa già i toni più
duri dell'album. Segue Adenosintrifosfato, titolo insolito preso in prestito
dalla biologia: la molecola che fornisce energia alle cellule diventa metafora
della ricerca di una forza interiore necessaria per resistere quando tutto
sembra consumarsi, un viaggio dentro l'ansia, la solitudine e la lotta contro i
propri pensieri. Poi Regina, riflessione sul rapporto con il mondo che ci
circonda e con il flusso continuo di notizie, tragedie e immagini a cui siamo
sottoposti ogni giorno: il contrasto tra il desiderio di partecipare
emotivamente e il rischio di sentirsi impotenti davanti a tutto ciò che accade.
Tre brani, tre angolazioni diverse sullo stesso nervo scoperto: quello di chi
guarda il mondo e non riesce a restarne indifferente, in un crescendo di
tensione che tiene incollati fin dal primo ascolto.
CINQUE BRANI DA UN MINUTO, CINQUE LINGUAGGI MUSICALI E UN UNICO
RACCONTO
“vero hustler” è il nuovo EP di rosewood, un progetto composto
da cinque brani da un minuto, nati per vivere attraverso il linguaggio rapido e
immediato dei social media e successivamente riuniti in un unico lavoro sulle
piattaforme digitali e dal punto di vista audiovisivo.
Nasce così un vero e proprio concept EP, articolato in cinque
episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood
attraversa sonorità che spaziano dall’old school hip hop contaminato dal rock
al lo-fi, dalla hard techno al trap metal, fino al pop punk, utilizzando generi
e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente.
A tenere insieme il progetto è una medesima identità: quella di
chi cerca di rimanere genuino all’interno di una realtà precaria, caotica e
spesso costruita sull’apparenza.
È proprio in questa prospettiva che va letto il titolo “vero
hustler”, che ribalta volutamente l’immaginario tradizionalmente associato alla
figura dell’hustler. Non è chi ostenta successo, denaro o uno status, ma chi
continua a portare avanti il proprio percorso, confrontandosi anche con le
fragilità e gli ostacoli della quotidianità.
Ad accompagnare l’EP c’è inoltre un video concept composto dai
cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto
audiovisivo. Le cinque dimensioni visive si intrecciano con quelle musicali, ampliando e valorizzando
il significato complessivo di “vero hustler” e rafforzandone la natura di
progetto unitario.
TRACKLIST
1996
Su una base old school hip hop attraversata da forti influenze
rock e dnb, “1996” è
un manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, musica,
precarietà e critica
sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le
contraddizioni del
presente senza aderire alla polarizzazione che lo caratterizza.
In mezzo alla
disillusione rimane però una dichiarazione precisa: continuare a
immaginare che
qualcosa possa cambiare.
sfighe
Tra chillout, lo-fi e indie, “sfighe” trasforma una collezione
di piccoli disastri
quotidiani in un racconto ironico dell’ansia e della precarietà
emotiva.
La vita diventa una giostra assurda sulla quale, nonostante
tutto, si continua a salire.
up!
Cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit: “up!” è il
momento più fisico e
liberatorio dell’EP. Tra riferimenti autobiografici, cultura
nerd, musica, lavoro e vita
quotidiana, rosewood racconta se stesso senza costruire un
personaggio,
rivendicando la propria indipendenza e il legame con la “città
dell’acciaio”. È un
invito a spegnere per un minuto la testa, alzare le mani e
lasciarsi trascinare dal
movimento.
hustler
“hustler” porta il progetto nel territorio della trap metal e
rappresenta il nucleo
concettuale dell’EP. Al centro c’è il rifiuto dell’apparenza e
di una scena musicale
percepita come sempre più artificiale, popolata da personaggi
costruiti e racconti
di successo spesso lontani dalla realtà. Il “vero hustler”
diventa così chi, soffocato
dai propri drammi e dalle proprie difficoltà, continua comunque
a spingere senza
fingere di essere qualcun altro.
ricordi?
Con “ricordi?” l’EP si chiude spostandosi su coordinate pop punk
e su un terreno
decisamente più intimo. I ricordi di una persona vengono lasciati
metaforicamente
“sul fondo del caffè”, mentre mancanza, impazienza e incapacità
di ammettere fino
in fondo ciò che si prova si intrecciano in poche immagini
dirette. È il lato più
vulnerabile di *vero hustler*: quello in cui, dopo aver
osservato il mondo esterno, lo
sguardo torna inevitabilmente su se stessi.
rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o
pensare che sia il mondo ad esserlo.
Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte
in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà,
ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come
possibilità e non come confini.
Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e
sequenze: essenziale e rumoroso.
Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura,
_resetfestival, Musicada Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio
Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come
Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi
Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.
ONLYFUZZ
“Speak to the Manager”
ASCOLTA "SPEAK TO THE MANAGER”!
IL CAOS QUOTIDIANO DI UN SERVICE DESK
Tra richieste di assistenza, procedure e burocrazia, il brano
racconta con ironia come anche le cose più semplici possano diventare
incredibilmente complicate
“Speak to the Manager” è il nuovo singolo degli OnlyFuzz, un brano
che prende spunto da una situazione tanto comune quanto
potenzialmente surreale: una normale giornata all’interno di un
Service Desk.
Chiunque abbia avuto bisogno di assistenza informatica si sarà
trovato almeno una volta a parlare con un operatore, cercando di
capire il perché di determinate risposte, procedure apparentemente
interminabili o passaggi che sembrano rendere ancora più complesso un
problema nato come semplicissimo.
È proprio da questa esperienza che nasce “Speak to the Manager”,
ispirato alla caotica quotidianità di un dipartimento IT e alle
dinamiche che possono svilupparsi tra richieste di assistenza,
protocolli ed esigenze degli utenti.
Con uno sguardo ironico sulla burocrazia del mondo tecnologico, gli
OnlyFuzz raccontano così la sorprendente capacità di trasformare
anche le questioni più immediate in qualcosa di molto più articolato,
tra etichette, procedure e regole da seguire.
Una situazione ordinaria diventa così il punto di partenza per
raccontare, con leggerezza e ironia, uno dei piccoli paradossi della
vita contemporanea: più cerchiamo di organizzare e semplificare le
cose, più rischiamo di complicarle.
Il progetto OnlyFuzz nasce nel 2022 in maniera spontanea e
senza aspettative, durante una serata in sala prove tra amici.
L'incontro tra distorsione e fuzz diventa subito il cuore del loro
sound, portando la band a creare uno stile sempre più sporco e
graffiante. La loro filosofia è chiara: "più sporco",
"più marcio", fino a che, quasi senza accorgersene, i
OnlyFuzz danno vita ai primi brani originali.
Nel 2023 pubblicano "Bleah!", il loro primo lavoro in
studio e nel 2024 partecipano all'edizione del Vicenza Rock Contest,
dove vengono premiati come miglior band padovana. Questo risultato
segna l'inizio della loro collaborazione con Sorry Mom!, iniziata a
giugno 2024.
Con un sound potente e un'energia elettrizzante, i OnlyFuzz
continuano a espandere i loro orizzonti musicali, promettendo nuove
sorprese per il futuro.
Con il nuovo
singolo “Paralyzed”, i Tales of Oneira mettono in musica ed immagini
l’esperienza inquietante della paralisi del sonno: la mente si sveglia,
ma il corpo resta intrappolato in una dimensione liminale autonoma che
non risponde ai comandi. Durante l’immobilità, le
paure emergono come demoni dal sottosuolo, riversando sulla malcapitata
ansia, disperazione e apatia, che si traducono nella sensazione di avere
un macigno sul petto:
“Feel the pressure on your chest / Try to be yourself”.
Il confine tra sogno e realtà si dissolve così poco alla volta, lasciando
la protagonista sola nel bel mezzo dell'incubo.
Il brano abbraccia mondi sonori diversi: strizza l'occhio al metalcore
moderno, fatto di groove serrati e tensione pre-breakdown, che contrasta
con le atmosfere sinfoniche dai tratti gotici.
La voce femminile introduce una dimensione teatrale e oscura, mentre
chitarre e ritmiche spingono il brano verso una fisicità opprimente. “Paralyzed” fluttua sulla linea
di confine tra queste due dimensioni: aggressività e atmosfera,
materia e allucinazione, lucidità e terrore. La zona instabile del delta
del fiume in cui acqua dolce e acqua salata si incontrano e il confine
perde consistenza, il punto dove è più facile affogare. “You drown more and more / You
can't be yourself” perché il nemico non arriva dall’esterno,
al contrario siamo noi in lotta con noi stessi.
Come primo capitolo del concept, il singolo scava nella parte più fragile
e incontrollabile dell’esperienza umana, nel momento esatto in cui aprire
gli occhi non significa ancora essere davvero svegli.
Il progetto nasce
dall'incontro tra Giuseppe e Carlo durante i loro studi
in ingegneria del suono. Nel settembre 2023, dopo due anni di formazione
accademica condivisa e reciproca stima professionale, il forte desiderio
di collaborare, unito a una profonda sinergia musicale, ha portato alla
creazione di un progetto che fonde le loro diverse passioni: il metal
moderno, la synthwave, la schiettezza e la produzione raffinata del pop,
le profondità psicologiche dell'horror e il mondo dei sogni.
Questi primi confronti ed esperimenti creativi si sono presto evoluti in
una visione chiara: la creazione di un concept. L'obiettivo era esorcizzare le
paure attraverso la narrazione musicale, il tutto ambientato in un
paesaggio onirico dove il subconscio prende il comando.
Una volta definita la visione, il nome è venuto da sé: Tales of Oneira. È
seguita una meticolosa ricerca dei collaboratori ideali tra amici fidati
e conoscenze di lunga data, portando al consolidamento finale della
formazione della band. I primi mesi del
2024 sono stati dedicati al perfezionamento dell'EP di debutto, uscito a
novembre. È seguito un tour promozionale nel Nord Italia,
culminato con l'esibizione al prestigioso Teatro Ariston di Sanremo come
finalisti nazionali del concorso Sanremo Rock (dove si sono classificati
al quarto posto).
Attualmente, la band è impegnata nella finalizzazione del nuovo album.
All’attività in studio, si affianca una prolifica attività live che li ha
portati a calcare palchi importanti della scena lombarda tra cui il
Rock'n'Roll di Milano ed il Circolo Magnolia in supporto agli Unearth.